Il territorio > Pietrelcina e la Val Fortore

A poca distanza da Benevento, in direzione nord, lungo la statale 212, si leva la cittadina di Pietrelcina, "Petrapucina" per i locali, centro dall'antico retaggio, ma conosciuto soprattutto per aver dato i natali a San Pio, il frate cappuccino delle stimmate. San Pio, al secolo Francesco Forgione, nacque a Pietrelcina, nel rione castello, il 25 maggio 1887 e vi trascorse l'infanzia e l'inizio del suo percorso spirituale. I luoghi natali del Santo sono rimasti praticamente immutati, a Pietrelcina, infatti, è possibile visitare la casa natale di Padre Pio, la cosiddetta "torretta" ove il sant'uomo si ritirava a pregare e studiare, la chiesa di Santa Maria degli Angeli, dove è custodita la seicentesca statua della Madonna della Libera a cui era particolarmente devoto, la masseria di Piana Romana, dove Padre Pio ricevette per la prima volta le stimmate sotto l'olmo oggi inglobato nella Cappella di San Francesco.
La connotazione urbanistica del suo centro storico, caratteristico per la presenza di stradine tortuose e scalinate in pietra, per le numerose chiese e i conventi legati al culto del Santo, le conferiscono un'atmosfera suggestiva che rivive appieno nel corso del Presepe Vivente organizzato durante le festività natalizie.

Lasciando Pietrelcina e continuando verso nord, assecondando l'andamento tortuoso della statale, ci si dirige verso la valle del Fortore, che prende il nome dall'omonimo fiume che l'attraversa.
Il Fortore è uno strano fiume, che nasce in Puglia, penetra in Campania per proseguire poi nel Molise, e ritorna quindi in Puglia. Il territorio del Val Fortore, confinante dunque con la Puglia e il Molise, è caratterizzato da modesti rilievi collinari di natura prevalentemente argillosa, da suggestivi punti panoramici, da valli fluviali con ristrette pianure alluvionali e da borghi arroccati e tranquilli. Numerosi sono i corsi d'acqua ed i laghetti collinari, tra questi spicca il lago di San Giorgio la Molara che prende il nome dal paese limitrofo. Tutt'intorno si ergono le "Fabbriche Eoliche", ovvero una sorta di mulini a vento utilizzati per produrre energia elettrica pulita sfruttando le correnti ventose che qui non mancano mai, anzi, è proprio difficile trovare una giornata di relativa calma. Un impianto eolico tra i più grandi d'Europa.

Panorama   Fabbriche eoliche   Lago  

Proseguendo lungo le rive del Fortore, si arriva a San Marco de' Cavoti, centro fondato da una colonia di Provenzali, Borgognoni e Cavoti al seguito degli Angioini, in cui è possibile vedere l'antico borgo medievale con i resti della cinta muraria e le porte di accesso, la chiesa del Carmine, con la torre campanaria alta 27 metri, la torre dei Provenzali e un particolare Museo Civico: "le nostre ore", che custodisce orologi da torre antichissimi e moderni. Il paese è noto, inoltre, per l'allevamento dei cavalli aviglianesi e per le sue deliziose produzioni dolciarie: i gustosi "torroni" e gli esclusivi "baci".

Un borgo che conserva quasi intatto l'antico aspetto medievale è Baselice, caratterizzato da un centro storico abbellito da portali in pietra che fanno da ingresso a case e palazzi di notevole interesse, tra questi: il palazzo Lembo, risalente alla fine del XVIII secolo, il Palazzo Pettirossi, il palazzo Lepore, il palazzo dei Baroni, il palazzo Mathia, e il palazzo Marsullo. Il paese ospita anche un museo di particolare interesse: il Museo Palenteologico "Mare Nostrum" che raccoglie reperti e minerali inerenti la paleontologia del Fortore.
Nel Fortore si trova anche il più alto comune del Sannio, Montefalcone, ubicato a 852 metri sul livello del mare, sede di un Museo della Civiltà Contadina e da cui si possono ammirare i più alti contrafforti montuosi della regione.

Particolarmente suggestiva è la località fortorina di San Bartolomeo in Galdo, la più lontana da Benevento, arroccata su una collina da cui domina la vallata sottostante. Il centro ha origini piuttosto remote, di chiara derivazione longobarda ed un tempo era completamente circondato da boschi, come ci racconta il suo nome derivante dal germanico "wald", che significa appunto bosco. Il pregevole centro storico è cinto da mura e da porte e si protende verso l'alto sino a giungere alla Rocca, che rappresenta oggi il campanile della Chiesa Madre. Da vedere: la chiesa dell'Annuziata, dallo splendido portale tardo gotico; il Convento e la chiesa di Santa Maria degli Angeli, risalenti al XVII secolo.


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